I brand di prodotti complessi stanno ridefinendo le 3d web esperience
Oltre il configuratore: perché i leader di settore dovrebbero estendere la pipeline 3D alle product launch page
Un ulteriore passo avanti
La maggior parte delle aziende che lavorano con prodotti complessi ha già risolto il problema della rappresentazione visiva.
Hanno costruito Digital Twin, pipeline CGI, configuratori avanzati.
Sanno mostrare il prodotto in ogni variante, su ogni canale, in ogni mercato.
Quello che sta emergendo ora — nei settori che hanno guidato questa trasformazione — è uno step ulteriore: estendere la stessa infrastruttura anche alla product launch page.
Non come sostituzione di ciò che già funziona, ma come touchpoint aggiuntivo, integrato fin dall’inizio nella stessa pipeline CGI che alimenta tutto il resto.
Non è una nuova tecnologia.
È una nuova decisione su dove finisce la pipeline.
Il caso che definisce la logica
Prima di analizzare i settori, c’è un esempio che chiarisce perfettamente il punto.
Relats produce guaine protettive per cavi nel settore dell’elettromobilità.
Un prodotto tecnico, B2B — il tipo di prodotto che normalmente verrebbe presentato con una scheda PDF e una tabella di specifiche.
Invece, è stata costruita una web experience guidata, basata sullo scroll, in cui il prodotto è al centro dall’inizio alla fine.
L’utente viene accompagnato in una sequenza cinematografica che lo mostra nel suo contesto, comunica le caratteristiche tecniche attraverso il visual e costruisce una percezione di qualità e autorevolezza prima ancora che venga letta una singola specifica.
Il prodotto non viene descritto — viene presentato. L’interazione non è funzionale alla scelta, ma all’esperienza.
Ciò che rende questo caso rilevante non è il settore. È la logica: un prodotto complesso, di nicchia, B2B trattato come un oggetto narrativo, con la stessa cura visiva e sequenziale che un brand consumer riserverebbe a una campagna flagship.
È lo standard verso cui lavoriamo in In2real. Ed è la stessa logica che i brand più avanzati in tre settori molto diversi stanno già applicando — ognuno a modo proprio.
Tre settori, tre declinazioni dello stesso standard
Motorbike e automotive: qualità della pipeline estesa a ogni touchpoint
Nel settore moto, le infrastrutture visive sono tra le più avanzate in assoluto. Il passaggio dalla fotografia al CGI — completato dalla maggior parte dei brand tra il 2010 e il 2020 — ha portato alla costruzione di pipeline scalabili, capaci di gestire decine di modelli e centinaia di varianti con coerenza e controllo.
Ducati è un esempio rappresentativo di dove questo investimento ha portato: il suo configuratore permette di esplorare oltre 400 accessori originali in combinazione, con visualizzazione 360° in alta definizione e ambientazioni iconiche — da Piazza Maggiore a Bologna al circuito del Mugello — ricreate in 3D. La qualità è altissima. Il sistema è scalabile. L’esperienza è perfettamente coerente con il posizionamento del brand.
Ma questo è uno strumento pensato per un utente che ha già deciso di esplorare il prodotto — e in quel momento eccelle.
La frontiera successiva, che i brand più avanzati stanno iniziando ad affrontare, è portare la stessa qualità della pipeline nella launch page: il touchpoint precedente, dove un utente che non conosce ancora il modello forma la sua prima impressione rilevante.
Non un progetto separato, ma lo stesso Digital Twin attivato uno step prima nel funnel.
High-end furniture: la materia come punto di ingresso all’esperienza
Nel mondo dell’arredo di alta gamma, la qualità di un’esperienza 3D si misura sulla fedeltà dei materiali: la capacità di trasmettere sullo schermo la qualità tattile ed estetica dell’oggetto. Il configuratore di Paola Lenti, sviluppato da Studio Volpi, rappresenta un benchmark in questo senso: oltre 2.000 finiture, visualizzazione real-time, materiali e tessuti resi con una precisione coerente con il posizionamento premium del brand.
Ma ciò che rende questo sistema particolarmente interessante è il suo doppio ruolo.
Per il cliente finale, è uno strumento di esplorazione: permette di navigare un catalogo vastissimo di combinazioni, impossibile da valutare altrimenti. Per la forza vendita, è uno strumento operativo: consolida le scelte fatte durante la consulenza e genera un documento finale completo di codici prodotto e finiture. In una gamma così complessa, quel documento non è un dettaglio — è l’esito di un processo che il configuratore rende preciso, tracciabile e condivisibile.
Questa doppia funzione — esperienziale per il cliente, operativa per il team commerciale — è ciò che un buon tool 3D deve garantire in questo settore.
La stessa infrastruttura, applicata alla launch page, può introdurre una nuova collezione prima ancora che l’utente sia pronto a configurare: la stessa qualità visiva, attivata uno step prima per generare desiderio, non per finalizzare una scelta.
Industria e ingegneria: rendere tangibile la complessità tecnica
Nel settore industriale, la sfida è diversa. Il prodotto è realmente complesso — e le esperienze web più efficaci sono quelle che rendono questa complessità tangibile, invece di limitarla a documentazione.
Il caso Relats lo dimostra chiaramente. Invece di isolare i dati tecnici in una sezione separata, l’esperienza integra specifiche — temperature operative, certificazioni, performance — direttamente nel flusso narrativo. La complessità non viene semplificata: viene resa accessibile attraverso il visual e la sequenza.
Il risultato è un’esperienza web che comunica qualità e autorevolezza prima ancora che l’utente analizzi il prodotto in modo razionale. Per i brand industriali, questo rappresenta un cambio di paradigma: il sito non è più un documento di riferimento, ma uno strumento attivo di comunicazione, capace di costruire fiducia già dal primo scroll.
Una pipeline, un touchpoint in più
Tre settori, tre sfide diverse. Ma una logica comune. L’infrastruttura CGI e Digital Twin costruita da questi brand è già in grado di produrre esperienze web con la qualità richiesta da una launch page. Il configuratore lo dimostra. Ciò che cambia è l’intento: non più supportare una scelta, ma costruire una narrazione.
Un’esperienza web 3D progettata in questo modo non sostituisce il configuratore — lo precede. È il touchpoint in cui il prodotto non viene scelto, ma introdotto. Dove l’utente viene guidato attraverso una sequenza costruita attorno all’oggetto, prima ancora di avere motivo di confrontare specifiche o selezionare varianti. La tecnologia per farlo è oggi accessibile, con investimenti sostenibili per aziende di questo livello. La vera scelta è metodologica: progettare la launch page come parte della pipeline fin dall’inizio, non come un progetto separato che eredita ciò che la pipeline produce.
Chi ha già costruito il Digital Twin ha già fatto la parte più difficile. Il passo successivo è decidere fino a dove farlo lavorare.
Nel prossimo articolo vi mostreremo come abbiamo applicato questo approccio a una demo reale: dal Digital Twin alla pagina di lancio, per una moto da avventura di alta gamma.
Noi di In2real progettiamo ecosistemi visivi per prodotti complessi. Se state valutando come estendere la vostra pipeline visiva al canale web,
I believe great communication begins with listening. With a background in design and five years leading In2real’s communication efforts, I work with our team to help brands connect with their audiences through clear strategy, visual quality, and digital storytelling.

