Progettare esperienze immersive per l’educazione – Il case study Leggere: Forte!
Dove la tecnologia immersiva incontra l’educazione, diventa uno spazio di desiderio, libertà e connessione autentica.
Quando l’experience design incontra l’educazione
Nel nostro lavoro, spesso ci capita di progettare spazi digitali per raccontare prodotti, servizi o marchi. Ma quando la tecnologia incontra l’educazione, il compito cambia profondamente: non si tratta più solo di stupire, ma di prendersi cura.
Con il progetto Leggere: Forte! ci siamo trovati davanti a una sfida diversa. Non dovevamo creare un semplice ambiente VR, ma un luogo mentale e sensoriale che aiutasse ragazze e ragazzi a riscoprire la lettura come atto personale, libero e trasformativo.
L’obiettivo non era “far leggere di più” per il puro conteggio dei minuti o dei testi, ma creare un’esperienza che aprisse spazi di immaginazione, di desiderio e di riflessione critica. Un’esperienza che aiutasse a costruire un rapporto nuovo con il sapere, più giocoso, emotivo e consapevole.
Il contesto: educazione, tecnologia e nuove urgenze
Il progetto nasce da un’urgenza educativa chiara, ben descritta nella proposta di ricerca del Dipartimento DISPOC dell’Università di Siena: le ragazze e i ragazzi di oggi vivono in un tempo in cui la capacità di desiderare e progettare il proprio futuro è in crisi. Massimo Recalcati lo definisce “il tempo dell’eclissi del desiderio”, un’epoca in cui la libertà senza orientamento rischia di diventare disorientamento.
A questa situazione si somma un altro dato: la dispersione scolastica. Il progetto Leggere: Forte! nasce proprio per prevenire il rischio di abbandono scolastico, offrendo agli studenti nuovi strumenti per sentirsi protagonisti del proprio percorso formativo.
Viviamo in una società dove le tecnologie spesso alimentano la passività, ma possono anche diventare ambienti di crescita e dialogo se usate in modo consapevole. La sfida, quindi, è costruire contesti educativi in cui tecnologia e humanitas si intreccino, generando esperienze che parlino ai giovani nei loro linguaggi ma con contenuti profondi.
Leggere: Forte! – Un progetto educativo e innovativo
Leggere: Forte! non è solo un progetto per promuovere la lettura ad alta voce. È un intervento strutturato e articolato che mira a:
- Favorire lo sviluppo del pensiero critico e riflessivo
- Aiutare i giovani a riconoscere e coltivare il proprio desiderio e la propria progettualità
- Promuovere un uso educativo delle tecnologie immersive per creare nuove modalità di apprendimento
Il progetto, promosso dalla Regione Toscana, coinvolge le Università di Siena, Firenze, Pisa, insieme a Indire, USR Toscana e Cepell. La VR non è vista come un fine, ma come un mezzo per abilitare uno spazio altro, dove la lettura non sia più percepita come imposizione, ma come atto di libertà.
La lettura in VR diventa così un’esperienza immersiva che sollecita le emozioni, il pensiero divergente e la costruzione di un senso personale della storia letta.
Cosa ha fatto In2real: progettare un futuro amabile
Un’esperienza immersiva diversa dal solito
Per In2real, partecipare al progetto Leggere: Forte! ha significato ripensare da zero il concetto di esperienza immersiva. Non si trattava di creare un ambiente spettacolare o un metaverso scintillante, ma di progettare un luogo mentale e sensoriale in cui i ragazzi potessero riappropriarsi della lettura come gesto libero e personale.
L’obiettivo era offrire un’esperienza educativa in cui la tecnologia non fosse un fine, ma un mezzo per ritrovare desiderio, riflessione e progettualità personale, soprattutto per chi normalmente fatica a vivere la lettura come spazio di piacere e non come obbligo scolastico.
Il linguaggio del gaming come riferimento progettuale
Una delle fonti principali di ispirazione per il nostro lavoro è stata la cultura del gaming narrativo e dei videogiochi esperienziali.
I ragazzi di oggi sono abituati a vivere esperienze digitali interattive, dove la narrazione si fonde con l’esplorazione, la curiosità e la scoperta. Per questo abbiamo deciso di attingere al linguaggio videoludico, non per gamificare la lettura con punteggi o livelli, ma per costruire un ambiente immersivo in cui i ragazzi possano muoversi liberamente, esplorare simboli, attivare metafore visive, scegliere il proprio ritmo.
Abbiamo guardato ai walking simulator, ai videogame contemplativi, alle esperienze in cui l’interazione è fluida, aperta, non competitiva. È in questo tipo di linguaggio che abbiamo trovato le chiavi per progettare un ambiente che fosse coinvolgente ma non invadente, capace di stimolare l’immaginazione senza forzare comportamenti.
La VR, in questo contesto, diventa uno spazio di esplorazione emotiva, non un luogo di performance. Un mondo in cui è lecito fermarsi, osservare, riflettere, senza pressione.
Un futuro sospeso e gentile, non un futuro cyber
Partendo da questi presupposti, abbiamo scelto di allontanarci dai cliché estetici della tecnologia futuristica. Niente ambienti ipertecnologici, nessuna estetica cyber-distopica. Il nostro obiettivo era costruire un futuro sospeso e gentile, un luogo amabile in cui lo studente potesse sentirsi accolto, al sicuro.
Abbiamo progettato uno spazio che non si impone, ma si lascia esplorare. Una sorta di “paesaggio mentale” immersivo, che non replica la realtà ma ne crea una nuova, in cui il tempo rallenta e il silenzio diventa parte dell’esperienza.
Simboli tridimensionali per evocare emozioni
Ogni libro selezionato nel percorso educativo è stato tradotto in simboli 3D emozionali, creati manualmente dal nostro team di artisti e designer.
Questi oggetti non raccontano la storia in modo letterale, ma evocano temi, emozioni, stati d’animo. Sono metafore visive e sensoriali che il ragazzo può esplorare liberamente, attivando associazioni personali e percorsi interiori. Un approccio che dialoga con le dinamiche dei giochi narrativi, dove il significato non è dato, ma scoperto.
Collaborazione continua con il team pedagogico
Il lavoro non è stato un semplice processo creativo isolato. Abbiamo lavorato in stretta sinergia con il team educativo e scientifico dell’Università di Siena, partecipando a incontri, workshop e co-design sessions.
Ogni elemento visivo, ogni suono, ogni interazione è stato pensato per essere coerente con il percorso educativo: stimolare il pensiero critico, il desiderio, l’ironia, l’apertura a nuove prospettive. Proprio come accade in alcuni giochi, dove la narrazione non si impone ma si lascia scoprire, la lettura in VR diventa qui un’esperienza personale e trasformativa.
Tecnologia leggera e inclusiva, adatta alla scuola
Abbiamo lavorato per garantire un’esperienza fluida e leggera, adatta alle tecnologie scolastiche.
Abbiamo ottimizzato i contenuti per visori VR facilmente accessibili, semplificato l’interazione e creato un’interfaccia intuitiva, eliminando ogni barriera tecnologica per rendere l’esperienza inclusiva e universale.
Data architecture per la ricerca educativa
Abbiamo inoltre progettato un sistema per la raccolta dati, pensato non per tracciare ma per fornire ai ricercatori strumenti di analisi del comportamento immersivo.
Tempi di permanenza, percorsi esplorativi, scelte interattive diventano dati qualitativi per comprendere come la lettura in VR possa influire sull’engagement, sul desiderio e sulla riflessione critica.
Una sfida culturale, non solo tecnologica
Leggere: Forte! per noi è stato più di un progetto VR: è stato un laboratorio di umanità e innovazione educativa.
Abbiamo messo la tecnologia al servizio di un obiettivo più alto: aiutare i ragazzi a riscoprire il piacere di leggere, esplorare il desiderio, coltivare il pensiero critico e divergente.
E lo abbiamo fatto con gli strumenti della nostra epoca: VR, gaming culture, creatività immersiva, design etico e partecipativo.
Perché la tecnologia, quando si mette al servizio della formazione, può davvero cambiare le cose.
Leggere Forte! Il Case Study completo
Experience e apprendimento: perché funziona
Progettare un’esperienza immersiva per la scuola significa interrogarsi su come si apprendono davvero i contenuti, su come si sedimentano emozioni e concetti nella memoria e nell’identità degli studenti. L’esperienza immersiva, se pensata con intelligenza e cura, non è un semplice strumento di engagement ma una leva potente per favorire un apprendimento significativo e duraturo.
Diversi studi internazionali dimostrano che la realtà virtuale può potenziare la capacità di attenzione e di memorizzazione. Il report di PwC del 2020 evidenzia come la VR aumenti il coinvolgimento fino al 75% rispetto ai metodi tradizionali, mentre l’XR Association sottolinea come le tecnologie immersive migliorino la retention dei contenuti grazie a un apprendimento più coinvolgente e multisensoriale. L’apprendimento in VR coinvolge corpo e mente, creando un’esperienza che resta impressa nel tempo, perché il sapere non viene solo trasmesso, ma vissuto.
Questa dinamica si rivela particolarmente efficace nei contesti educativi dedicati alle cosiddette soft skill o life skill, che il World Economic Forum e Deloitte identificano come le competenze chiave per il futuro: pensiero critico, empatia, capacità di adattamento, creatività. Si tratta di competenze difficilmente trasmissibili con lezioni frontali o materiali standardizzati, ma che possono essere allenate attraverso esperienze che stimolano l’immaginazione e la riflessione.
Nel progetto Leggere: Forte!, l’esperienza VR non sostituisce il libro, ma aggiunge un nuovo strato di significato. Il lettore si immerge in un ambiente che amplifica le emozioni e i simboli della storia, rendendo la lettura un atto più personale e profondo. In questo spazio digitale, non c’è un percorso predefinito da seguire, ma un invito a esplorare, a fermarsi, a dialogare con le immagini e le suggestioni, proprio come avviene nei migliori giochi narrativi.
L’ironia e il desiderio, concetti chiave della ricerca pedagogica di questo progetto, trovano nella VR un alleato naturale. L’ironia permette di ribaltare le prospettive, di vedere la realtà da punti di vista inediti; il desiderio, inteso come motore di progettualità e ricerca di senso, è ciò che spinge ad andare oltre l’esperienza immediata per costruire un proprio percorso di significato. La realtà virtuale, in questo contesto, non è un semplice strumento tecnologico ma un mezzo per abitare la complessità, per esercitare il pensiero divergente, per creare connessioni nuove e personali con i testi e con il proprio sé.
È questa la vera potenza di un progetto come Leggere: Forte!: non portare la scuola nella VR, ma portare la VR a servizio di un’educazione più umana, più libera, più capace di formare cittadini critici e creativi. Un’esperienza che, proprio come un buon libro, lascia tracce nel tempo
Grazie a tutti partner del progetto:
Innovare per Educare
Il progetto Leggere: Forte! ci ha ricordato che la tecnologia può avere un ruolo profondamente umano, quando viene progettata non per stupire ma per accompagnare, non per intrattenere ma per educare al pensiero e al desiderio.
In un tempo in cui i giovani rischiano di perdersi in un presente frammentato e incerto, creare spazi digitali che stimolino l’immaginazione e la riflessione critica non è un esercizio di stile, ma una responsabilità.
Abbiamo visto come la realtà virtuale, quando è pensata con cura, può diventare un ambiente per rallentare, ascoltare, comprendere e riscoprire il piacere di leggere e di immaginare un futuro diverso.
Per In2real, questo progetto non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza.
La sfida che vogliamo lanciare oggi è quella di riscrivere insieme le regole di un futuro desiderabile e inclusivo, dove l’unica barriera sia quella dell’immaginazione.
Un futuro dove la tecnologia sia un ponte, non un muro. Dove innovare significhi educare al pensiero critico, all’ironia, al desiderio di crescere come persone e come comunità.
Se condividi questa visione e vuoi progettare con noi esperienze educative che mettano al centro l’umano, la creatività e la libertà, parliamone. Siamo pronti a immaginare insieme nuovi mondi.
Grazie a tutti partner del progetto:

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Credo che ogni buona comunicazione inizi dall’ascolto. Con una formazione da designer e cinque anni alla guida della comunicazione di In2real, lavoro ogni giorno con il nostro team per aiutare i brand a costruire un dialogo autentico con il proprio pubblico, attraverso strategie chiare, qualità visiva e un uso consapevole dello storytelling digitale.
